Stefano Benni presenta... L’ululato - n.17

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Drim Drim
(Sceneggiatura per un film del futuro)

Avatar sconvolge il mondo dello spettacolo. Gli esperti dichiarano: il cinema non sarà più lo stesso, i limiti della fantasia cinematografica si allargano. E soprattutto, rende un sacco di soldi. Il futuro è Avatar.
Ma subito i dubbi. Mica tutti possono produrre Avatar, dicono i controesperti. E soprattutto Avatar incassa trenta volte il suo costo. Ma ci sono dei diabolici film girati con la videocamera a mano che incassano mille volte il loro budget.
Scoppiano le risse mediatiche: il futuro è nella tecnologia colossal come Avatar o nella tecnologia minimalista di piccoli film geniali, girati in tinello?
Ma ecco che sulla scena irrompe un fatto nuovo. Un regista misterioso di nome Giaurro. Fa uscire Drim Drim, un film pieno di effetti speciali, mostri e meraviglie, un delirio di immagini in confronto al quale Avatar è un film neorealista. Dice di averlo girato in camera da letto con una misteriosa tecnica a basso costo e incassa diecimila volte il budget.
Particolari inquietanti: effettivamente non risulta che nessuno studio cinematografico abbia ospitato le riprese. Giaurro non esce di casa da anni. Inoltre nel film l’eroina è la nonna del regista, morta anni prima, mentre l’eroe è un perfetto ologramma di Marlon Brando. E nessuno riesce a riconoscere i luoghi dove è stato girato il film.
Ed ecco la verità: l’ assistente del regista Giaurro confessa che Drim Drim è girato con la nuova tecnica dell’ onirofilmica, ovverossia la trasformazione di immagini sognate in immagini reali. Il diabolico Giaurro, ex-neurochirurgo, ha inventato un modo di collegare il suo cervello, durante i sogni, a una telecamera. Drim Drim non è altro che un anno dei suoi sogni, opportunamente montati. Ovvio che nessun effetto speciale possa competere con il delirio onirico.
Scoppia la polemica: è un vero film? È arte? È biologia? È reality? È lecito? È di destra o di sinistra?
Dopo lo scontro di opinioni, parte naturalmente la serie degli imitatori.
I carabinieri scoprono in una cantina della Rai dieci sceneggiatori ibernati in teche di vetro, ognuno con uno spinotto nel cervello, per produrre film.
Un regista in declino infila spinotti nel cranio alla moglie, al figlio e al cane che si ribellano e lo denunciano.
Esce un nuovo film, Drim Drim due il risveglio. La produzione dice che è ricavato dai sogni di un grande intellettuale italiano. Con grande scandalo si scopre che è il sogno di un muratore rumeno. Indignazione della Lega che chiede il divieto di dormire per gli extracomunitari.
Anche Mediaset entra nella lotta, col suo capo in testa, ma ne viene fuori un porno di infima categoria.
Dal cervello di Gasparri viene tratto un cortometraggio di trenta secondi dal titolo “la mia amica barbabietola”.
Un film pulp tratto dai sogni di un convento di monaci batte tutti i record di incassi. Il Vaticano interviene e scomunica preti e spettatori. Il sogno di un bambino incassa tre milioni di volte il costo della biberon usato per produrlo.
Basta dice il governo, questa guerra tra effetti speciali e tecniche invasive del cervello deve finire.
Nasce il Nas, nucleo antisogni, e crea squadre di pulizia onirica. Uomini svegli che di notte girano per strada battendo pentole e tamburi e invadono le camere da letto. Guai a ogni tipi di fantasia non controllabile.
Una notte suonano alla mia porta. È una squadra di pulitori onirici.
Voi scrittori immaginatori, dicono, sarete i primi a essere censurati: abbiamo qui una ganascia neuronica per bloccare i sogni.
Un’enorme ganascia di ferro sta per stringere la mia testa, grido e...
per fortuna mi sveglio.

( 3 febbraio 2010 — Numero 17)